Mauro Olmastroni

/Mauro Olmastroni
Mauro Olmastroni 2019-01-24T14:11:03+00:00

Mauro Olmastroni 

Biografia

Mauro Olmastroni è nato nel 1950 a Colle Val d’Elsa, paese nei pressi di Siena noto soprattutto per aver dato i natali ad Arnolfo di Cambio e per l’industria del cristallo. Dopo l’adolescenza vissuta a Siena, la sua famiglia si sposta nel Valdarno Aretino, dove egli vive tuttora.

Conseguita la laurea in Ingegneria Meccanica a Pisa e dopo alcuni impieghi nel settore produttivo dell’industria privata, partecipa a un concorso ordinario per l’insegnamento e vince una cattedra, anche grazie alle conoscenze e all’esperienza acquisite in campo industriale. La docenza nell’istruzione professionale, arricchita dalla parallela attività di progettazione meccanica per aziende del comprensorio, ha quindi costituito la sua occupazione principale e ha inciso fortemente sul suo carattere tenendolo a contatto con la quotidiana realtà di quel mondo giovanile essenzialmente indirizzato alla pratica.

Fin da ragazzo ha coltivato l’hobby della scrittura, soprattutto della poesia che teneva gelosamente nel cassetto; in seguito il “mestiere” di insegnante, vissuto giornalmente a contatto con i ragazzi, lo ha spinto a scrivere e quindi a pubblicare (Hoepli, Milano) due testi scolastici di Tecnologia Meccanica, adottati in molti istituti professionali di tutte le regioni d’Italia.

In seguito, dopo una raccolta di vecchie poesie In cammino (2000) e soprattutto uno spunto occasionale avuto in un momento della sua attività di insegnante, ha iniziato a scrivere opere di narrativa, tra cui sono state pubblicate USB Memory Flash (2006), Una giornata a Castiglione del Lago (2007), Ciao papà (2009), Pinzimonio (2011), La luna nell’Arno di Ischia (2013) e La mia Verna (2017). Gli ultimi tre racconti sono disponibili anche in versione digitale (e-book).

Lo stimolo a scrivere costituisce per Mauro Olmastroni niente altro che un hobby, con la pretesa di raccontare fatti vissuti da personaggi della vita di tutti i giorni tramite la penna di uno “sporco meccanico non addetto ai lavori” come gli piace definirsi. Tutte le sue storie prendono spunto da un fatto reale, sviluppato poi con la pura fantasia dell’autore che sembra talvolta travalicare i limiti del possibile, salvo poi ricrederci dopo aver letto le cronache di tutti i giorni. http://mauroolmastroni.wordpress.com

. http://mauroolmastroni.wordpress.com

Testi / Opere

Il fortuito rinvenimento di un oggetto in cui è celata la travolgente storia d’amore e di sesso tra due sconosciuti sconvolge la vita e la mente di un impiegato quarantenne. Un periodo pieno di pensieri, immagini, situazioni che lo agitano fino a occupare quasi tutti i momenti della sua giornata in un crescendo di emozioni per la sua mente fino a fargli vivere momenti critici nel rapporto con la moglie. Un po’ il caso e in buona parte il buonsenso ribaltano infine la situazione e fanno sì che proprio quell’episodio del tutto insignificante che lo aveva inizialmente sconvolto gli infonda un nuovo entusiasmo nei rapporti con la moglie, portandolo a riscoprire con chi poteva realizzare i suoi sogni più passionali.

Il paese di Castiglione del Lago, piccolo promontorio sulla costa occidentale del Trasimeno, è testimone delle reciproche confidenze di due individui che si erano conosciuti casualmente tramite un messaggio su Internet; i due si incontrano per la prima volta in questo borgo, per le cui strade si raccontano episodi della loro vita più o meno segreti o intimi.  Ne vien fuori la narrazione di una serie di vicende capitate a loro, ma che possono essere state di chiunque, perché sono analoghe a quelle che ogni giorno si leggono sui giornali o sono avvenute nella famiglia della porta accanto. Finché fatti come questi accadono agli altri ci piace ascoltarli, magari con un commento pietoso o un sorriso malizioso e tutto finisce lì; diverso è quando hanno sconvolto proprio la nostra vita. Le confidenze che i due si scambiano sono favorite dalla loro estraneità, dal fatto che chi ascolta possa al più giudicare ma non influenzare il vivere dell’altro e così è possibile toccare anche argomenti che in famiglia o nella vita coniugale rappresentano un tabù; di questo i due si sentono in qualche modo quasi in colpa, anche se non fanno assolutamente niente di male a chi vive con loro.

Il ricordo e la devozione verso il padre, per certi aspetti conosciuto solo sul letto di morte. L’esaltazione del volontariato e di tutti gli individui di ogni età e ceto sociale che ne fanno parte. Il periodo critico vissuto da una famiglia in seguito a uno dei più comuni momenti di dolore. Le angosce che i suoi componenti devono superare: chi cerca di ribellarsi, chi si lascia ingoiare passivamente dalla realtà che lo circonda. Poi la resurrezione, favorita, oltre che dalle circostanze, dall’impegno di qualcuno che agisce nell’ombra. Una storia che prende spunto da fatti reali, sviluppati e intrecciati dalla fantasia dell’autore. Una vicenda rivolta a tutti, dai ragazzi agli adulti, in cui ognuno potrà leggere un messaggio per il proprio cuore. Sull’Appennino Toscano – ricca di storia, arte e tradizioni – ma anche in ogni altro luogo della terra, perché c’è sempre qualcuno che ha bisogno dell’aiuto del prossimo. Lorenza, il macellaio, l’ombra di Francesco, la farmacista e il dottor Salani si trovano ovunque, grazie a Dio, perché ovunque ci sono i vari Umberto e Patrizio che hanno “sete” del loro amore.

La battuta maliziosa di una signora nei confronti di un professionista amico di sua figlia costituisce il filo conduttore di questo racconto, ambientato in diverse località della Toscana note per le tradizioni, il turismo, i prodotti e narrato essenzialmente in forma di dialogo. La storia è leggera ma gradevole e racconta episodi di comune vita quotidiana in cui è coinvolto un architetto e la sua cerchia di familiari e amici stretti; spesso è privilegiata la descrizione dell’ambiente rispetto alla vicenda vera e propria e solo raramente intervengono episodi particolari a scuoterla. Solo il finale, quando ormai il lettore non se lo aspetta più, contraddice in modo forte a questa normalità con un crescendo di colpi di scena; come se non fossero mai esistite, spariscono le divagazioni storico-geografiche e si piomba in un momento di vita familiare ad alta tensione. Proprio quando si prospettano situazioni del tutto nuove, il racconto si conclude, lasciando aperte varie interpretazioni e giudizi sulla scelta che uno dei protagonisti ha deciso di intraprendere per il resto della sua vita

Gli anni ’60, prima ancora che per le rivoluzioni sociali che li hanno caratterizzati, resteranno nella memoria dell’umanità intera per la conquista dello spazio, culminata in una notte magica del luglio ’69 con la discesa dell’uomo sulla Luna. Si trattò di un evento memorabile, ancor più sentito da chi ne aveva seguite con frenesia tutte le tappe e magari si trovava in un ambiente favorevole a recepire tali stimoli. L’entusiasmo iniziale, la speranza di chissà quali sviluppi, pian piano si raffreddarono, fino a farli dimenticare quasi del tutto, anche perché con il passare degli anni ci si era indirizzati verso altri obiettivi. Fabio è un ingegnere sessantenne ormai realizzato nella vita; la calda acqua termale di Ischia lo ha casualmente portato a rivivere quei giorni elettrizzanti, ma allo stesso tempo lo ha costretto a entrare in un tunnel psicologico infinito, stressante e contorto, come appare lo stesso titolo del racconto. Solo le acque torbide del fiume Arno riusciranno a calmarlo, anche se sarà impossibile cancellare del tutto la tempesta che aveva agitato la sua esistenza. Il racconto è narrato in prima persona, anche perché il protagonista è l’anima di Fabio e solo questi è in grado di descrivere i sentimenti che la agitano durante tutto lo svolgimento della vicenda, nonché per la decisione che si vedrà costretto a prendere alla conclusione della storia. Ne verrà fuori una scelta che forse non tutti si sentiranno di condividere, ma sicuramente quella più comprensibile e giustificabile.

Cosa è “La Verna”. La Verna, Chiusi della Verna è una piccola località turistica dell’alto Casentino, preziosa per il paesaggio, il clima, le tradizioni storico-religiose. La foresta della Verna, con le sue rocce scoscese, è anche il luogo dove agli albori del XIII secolo un miracolo illuminò la fede cristiana e di fronte a quella maestosità è naturale avvertire il sentimento del perdono e una grande serenità interiore. La Verna, Chiusi della Verna è anche un gioiello che deve essere salvaguardato, aiutato, vissuto e apprezzato. La Verna è un luogo da cui non si può non restare affascinati, dove l’amore, anche quello di un uomo e una donna, può essere solo esaltato. Questa è “la mia Verna”.

Il testo è rivolto agli studenti dei corsi di istruzione superiore professionale e tecnica e presenta in modo didatticamente organico sia le problematiche relative all’organizzazione aziendale e ai cicli di lavoro sia un’ampia casistica di esempi di studio della produzione completamente svolti. I vari argomenti vengono affrontati con speciale attenzione alle reali esigenze di insegnamento della materia, insistendo sulla parte fondamentale del programma relativa ai cicli di fabbricazione. Quest’ultima è analizzata nella globalità degli aspetti produttivi (cicli, attrezzature, tempi, costi e bilanci di convenienza) e nelle possibili variazioni di un ciclo in base ai parametri fondamentali che lo condizionano (semilavorati, macchinari, attrezzature, quantità da produrre).

Il testo è pensato per gli studenti del 4° anno del corso per Tecnici dell’Industria Meccanica e nasce dell’esigenza di disporre di un percorso didattico di agile accesso e facile comprensione per giovani più portati all’apprendimento tecnico-pratico che non all’approfondimento teorico della tecnologia meccanica. Gli argomenti sono esposti in modo sintetico ed essenziale, tenendo presente le finalità dell’Istruzione professionale che mira a formare una figura che abbia la capacità di scegliere e applicare le attuali tecnologie produttive in funzione delle necessità operative; pertanto per ciascun argomento si sono evidenziati gli aspetti applicativi, con frequenti riferimenti a problemi produttivi, soffermandosi non solo sulla metodologia di lavoro ma anche su aspetti inerenti l’attrezzaggio delle macchine, lo staffaggio dei pezzi, la scelta degli utensili.

Premi / Riconoscimenti