Simone De Fraja

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Simone De Fraja 2019-11-28T08:44:58+00:00

Simone De Fraja 

Biografia

Avvocato, saggista e studioso delle fortificazioni medioevali. Il suo interesse si è concentrato sulla storia del territorio della città di Arezzo, ove vive; esperto di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto interventi e conferenze, si è occupato altresì del pensiero neoclassico ed esoterico del secolo XVI con ricerche sull’argomento.

E’ membro di associazioni culturali cittadine e nazionali, socio fondatore della Società Storica Aretina, per le quali ha tenuto conferenze ed interventi televisivi. E’ Consigliere Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, collabora con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze e con il Quotidiano “La Nazione”. Come Avvocato, si occupa prevalentemente della materia penale specie e scienza dell’investigazione e di alcune aree di diritto civile. Collabora alla Scuola di Formazione Forense di Arezzo, di cui è stato promotore e co-fondatore (oggi Fondazione Forense COA). E’ stato docente per alcuni anni presso istituti scolastici superiori ed università private con contratti a progetto per l’insegnamento della storia e del diritto mediante corsi monografici. Promuove la sensibilizzazione al diritto penale nelle scuole in funzione del disvalore screscente derivante dai reati commessi già minorile. Per la Camera Penale di Arezzo, della quale è stato Presidente, ha avuto parte, unitamente a magistrati e parlamentari, nel Convegno “Delitto e Castigo” (maggio 2005) con la relazione “L’impronta di Caino” con P. Margara ed è promotore di numerosi incontri relativi ai Corsi per Difensori di Ufficio nonché relatore o moderatore in convegni a rilievo giuridico e criminologico come, di recente, per il Convegno “La prova scientifica” (con L. Garofano, V. Saltarelli e S. Matone), 2015. Per la camera penale ha promosso ed ospitato la presentazione del volume “Lettere Francesca” a cura di F. Scopelliti (2016) nonché “Anatomia del potere giudiziario” a cura di G. Guarnieri, G. Insolera, L. Zilletti (2017). Per la Fondazione Forense Arezzo ha partecipato come relatore al convegno “Reati fallimentari: prospettive e fase di indagine” (2011). Per l’Accademia Italiana delle Scienze Forensi è membro del Comitato Etico ed ha partecipato al II (2018) e III (2019) Congresso Nazionale in qualità di relatore.

Testi / Opere

Siviglia, declinazioni del fortificare

Lo studio esamina le caratteristiche fortificatorie delle strutture ascrivibili alla fase musulmana e cristiana, realizzate ex novo o intervenendo su strutture precedenti, che hanno caratterizzato il territorio di Siviglia nel medioevo.  Le tipologie degli accorgimenti fortificatori, delle planimetrie adottate, delle torri realizzate, delle funzioni militari svolte, introducono il lettore alle “declinazioni del fortificare” nel territorio segnato dalle fortificazioni sorte lungo la Banda Morisca e Gallega. Le dinamiche dell’assedio di Siviglia da parte di Ferdinando III seguono lo studio delle difese cittadine esistenti alla metà del secolo XIII e lo studio di alcune fortificazioni del sivigliano.  Alla curiosità del lettore sono demandate le impressioni di viaggio in questo fazzoletto del Vicino Oriente, la terra di Siviglia, ove le ombre sono ancora lunghe come lo scorrere del tempo. Un ricco apparato fotografico correda la pubblicazione. ISBN: 978-88-6358-524-7 Pagine 104, Phasar Edizioni, 2019

Assedi e fortificazioni nella vicenda medievale aretina  

Il volume ripercorre le tappe della storia medievale aretina (secoli XIII-XIV) da un punto di vista innovativo rispetto a quello tradizionale. Le fonti, documentarie e cronachistiche, sono gli elementi fondamentali con cui analizzare gli eventi bellici e le politiche che hanno caratterizzato il controllo del territorio. Il rapporto tra documento e realtà topografica, l’interazione tra iconografia superstite e tracce materiali avvicinano il lettore ai fatti realmente accaduti, ma anche alla psicologia che li determinò. Pressione emotiva, tradimento e dileggio sono fra le componenti fondamentali per l’assalto e per l’assedio, con macchine ossidionali, delle fortificazioni, che vengono a loro volta analizzate in dettaglio. Giochi di potere si uniscono a considerazioni militari, esigenze pratiche, costruttive, tecniche e simboliche a stratagemmi e inganni, talvolta descritti da cronisti portatori di contrastanti punti di vista. La dettagliata analisi degli eventi bellici fornisce un quadro tutt’altro che di immobilismo, dopo la battaglia di Campaldino, così come invece tramandato da una storiografia ormai desueta. Impreziosisce il lavoro una riflessione iniziale di Aldo A. Settia. ISBN 978-8889754214. Pagine180, Società Storica Aretina, 2018

Le fortificazioni di Clemente V.Recupero ed evoluzione del costruire all’alba della guerra dei cent’anni

La monumentalità delle strutture palaziali, la prevalenza del carattere abitativo su quello militare in favore di un nuovo equilibrio tra la fortificazione di cui rimangono i forti caratteri ed il palazzo residenziale, di cui si introducono quasi sperimentalmente i primi elementi, rendono tuttavia queste fortificazioni della Guienna girondina un genere a se stante per il momento storico.  Possanza militare, funzionalità, simbolo e decorazione si fondono sempre più in un unico monumento per cui, avvertiva Leo Drouyn alla metà dell’Ottocento, «dobbiamo affrettarci, perché le rovine si stanno accumulando; il tempo distrugge e gli uomini doverosamente aiutano il tempo». “Lavoro utile, questo di Simone De Fraja, e interessante. Utile in quanto porta all’attenzione degli studiosi italiani alcuni castelli oggettivamente poco noti, ma di grande rilievo nel contesto delle sperimentazioni sfociate, nei secoli finali del medioevo, nella messa a punto di quei modelli formali che rappresentano, nell’immaginario collettivo, l’archetipo dell’edificio fortificato. Interessante perché l’analisi è condotta con rigore, senza mai perdere di vista, accanto all’illustrazione dei più generali fenomeni culturali e tecnici che condizionarono la pratica del costruire, la verifica sulle fonti materiali e su ciò che di autentico resta delle strutture prese in esame.” (Invito alla lettura di E. Lusso, Università degli Studi di Torino, Istituto Italiano dei Castelli).ISBN: 978-8863584226.Pagine 74, Phasar Edizioni, 2017

Nepi. Fortificazione e immagine

La Rocca, meglio conosciuta dai nepesini come “Forte dei Borgia”, è forse il monumento simbolo di Nepi. All’interno delle sue mura si condensano più di duemila anni di storia della città. Di un piccolo paese, di una modesta realtà o di un paesaggio, squallido quanto ameno, di una fortificazione integra o di un rudere, ciò che coinvolge è proprio ciò che non esiste più. Si instaura così una complicità tra individuo e natura in cui l’immagine del costruito appare un prodotto di forze naturali in cui si integrano e si fondono paesaggio ed individuo in una amalgama di colori e sentimento; fare e pensare, percepire e visualizzare; fortificazione, immagine e memoria in cerca di una risposta che solo una realtà incompleta può dare ad una propria domanda “o la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere”. Molto attenta l’analisi tecnica di quanto oggi rimane della rocca e, cosa nuova dato che i precedenti studi si erano limitati a trattare del complesso quattrocentesco, dell’area ad essa antistante, comprendente la fortificazione farnesiana. Chi conosce la storia locale e, in particolare, quanto già scritto sulla rocca di Nepi, potrà sicuramente trovarvi nuovi spunti di ricerca. In effetti, c’è ancora molto da raccontare sul castello e anche sulla città di Nepi. La ricerca storica procede per piccoli passi. Introduzione di S. Francocci (Direttore Civico Museo di Nepi) e Postfazione di A. Merlo (Università di Firenze). ISBN: 978-8863583496- Pagine 94, Phasar Edizioni, 2015

L’altra Istanbul. Viaggio e recupero immaginifico

“Le pagine grigie fermano istanti di Anatolia, esaltano le prime auto sul ponte di Galata e i minareti all’alba creano illusioni e giocano sostituzioni con il passato”

Se questa Istanbul in bianco e nero fosse una sposa, queste pagine sarebbero un’appassionante dichiarazione d’amore del suo narratore e i verbi, disseminati qua e là, in prima persona plurale, mal celano che non è il solo ad amarla; il pranzo, poi, nella catapecchia a picco sul Mar Nero nel borgo di pescatori, non lontano dal faro della “Quercia d’Anatolia”, ha il sapore di un pranzo di nozze, il più semplice e povero, il più bello.  Il primo incontro è un dipinto leggero e sfumato di nebbie, di bruma salmastra, presagio di un incontro che non può bastare.  La voglia di raccontarla nel suo intimo, anche calcando le orme dei viaggiatori ottocenteschi da De Amicis a Gautier, si scontra con il pudore di non volerla svelare: “L’Altra Istanbul” sussurra una città da visitare e rivisitare fino a perdersi per trovarsi.  Una gelosia amorosa la nasconde agli occhi estranei; la potrà gustare solo chi potrà amarla scoprendone vicoli, piazze, palazzi, chiese, mura, torri e moschee fino alle viscere, un profondo affastellato di cisterne, selve colonnate, chiaro scuri ed echi imperiali: acqua dolce o salata, da sempre sua forza, sua vita sua rinascita. ISBN: 978-88-6358-245-1.Pagine 70, Pahasr Edizioni, 2014

Fortificazioni medievali in Valmarecchia. Ricognizioni nel territorio di Badia Tedalda.

La zona di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo, in passato è stata sede di numerosi insediamenti fortificati che per un certo periodo hanno gravitato intorno all’abbazia dei Tedaldi. Oggi restano soltanto tracce, ruderi di torri in posizione strategica, sia per quanto riguarda l’importante nodo viario presso cui sorgeva l’abbazia, sia per quanto riguarda i vicini territori dai fluidi confini, sempre in movimento nel corso dei secoli, anche con le limitrofe ‘potenze’ comunali. Il volume prende in esame tali fortificazioni, delle quali – oltre ad una storia generale e trasversale legata alla vallata del Marecchia e del Presale – sono fornite schede per la localizzazione, lo stato di conservazione e le vicende storiche. L’intento è quello di contribuire alla conservazione della memoria e della fruibilità delle fortificazioni in vista del potenziamento della coscienza storica e turistica di un importante angolo di Toscana. Introduzione di A. Fatucchi. ISBN 978-8889754122.Pagine 152,  Società Storica Aretina, 2013

Fortificazioni medioevali in Valcerfone. Indagine e censimento dei siti

Il volume prende in considerazione le strutture fortificate relative al periodo medioevale che sono state individuate, attraverso una capillare analisi del territorio e degli eventi storici, lungo la vallata e tutto il corso del Torrente Cerfone. La zona oggetto di indagine, corridoio di vitale importanza militare e economica, è stata scossa nel tempo da significativi sismi che, unitamente al degrado naturale e talora artificialmente accentuato, hanno contribuito alla rovina di torri, castelli e fortificazioni in genere di cui in molti casi si sono perse le tracce. Lo studio è un punto di partenza per il recupero della memoria storica e soprattutto materiale delle realtà fortificate della vallata che, diacronicamente nel corso del medioevo, hanno segnato la storia di queste zone, dalle sorgenti alla foce del Cerfone nel territorio di Città di Castello, sino al secolo XIV, quando le strutture, sorte per scopi, volontà e committenze diverse, sono entrate nell’orbita dei Tarlati ed utilizzati come avamposti per le conquiste delle terre ad oriente. Situazioni di frontiera ancora oggi segnate da confini amministrativi tra Toscana ed Umbria in rapporto all’impianto di fortificazioni, mulini e chiese in un territorio fortemente antropizzato, i cui toponimi talvolta richiamano realtà ben più antiche, hanno caratterizzato la vallata, le vicende politiche e i nuclei di potere ad essa legati. Numerose illustrazioni, analisi dei complementi difensivi, mappe, restituzioni grafiche ed un repertorio dei siti analizzati completano lo studio. Con una introduzione di A. A. Settia. ISBN: 978-8889754078- Pagine208, Società Storica Aretina, 2011.

Premi / Riconoscimenti

«Assedi e fortificazioni», Società Storica Aretina, Primo Premio XXI Edizione Premio Saggistica“Tagete” 2019