Pierfrancesco Prosperi

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Pierfrancesco Prosperi 2018-09-14T15:02:02+00:00

Pierfrancesco Prosperi 

Biografia

Pierfrancesco Prosperi è nato nel 1945 ad Arezzo, dove vive e lavora. Architetto e urbanista, ha iniziato a scrivere giovanissimo, pubblicando il suo primo racconto su ‘Oltre il Cielo’ all’età di 15 anni. E’ autore di più di 140 racconti pubblicati su riviste, antologie e quotidiani, più volte ristampati e tra­dotti anche all’estero, in Francia, Belgio, Germania, Ceco­slovacchia, Ungheria, Romania, Finlandia, Giappone.

Vincitore di numerosi premi letterari, fra cui il Premio Italia di fantascienza (1972 e 1994), il Concorso Città di Montepulciano (1988 e 1989), il Premio Cosmo – Editrice Nord (1993), il Premio Ungaretti (1993), il Premio San Marco – Città di Venezia (1994 e 1997), il Premio Giallocarta di Civitanova Marche (2006), ha pubblicato finora venticinque romanzi:

  • Autocrisi (La Tribuna, 1971)
  • Seppelliamo re John (La Tribuna, 1973)
  • Il tunnel (Alberti, 1992)
  • Garibaldi a Gettysburg (Nord, 1993)
  • Autocrisi 2020 (Perseo Libri, 1997)
  • Supplemento d’indagine (Settimo Sigil­lo, 1999)
  • La Moschea di San Marco (Bietti, 2007)
  • Incubo privato (Urania Mondadori, 2008)
  • La casa dell’Islam (Bietti, 2009)
  • HH – Hitler’s Hamptons (Rêverie, 2012)
  • Vatikan (Tabula Fati, 2012)
  • Bersaglio Mario Monti (Rêverie, 2012)
  • Armageddon 2014 (Rêverie, 2013)
  • La demolizione di Auschwitz (Leone, 2014)
  • Undicimila settembre (Fratini, 2014)
  • La terza Moschea (Bietti, 2015)
  • Il risveglio del Leone (Segretissimo Mondadori, 2016)
  • Majorana ha vinto il Nobel (Odoya, 2016)
  • Mussolinia (Tabula Fati, 2016)
  • Khimaira (Helicon, 2016)
  • La memoria del Leone (Segretissimo Mondadori, 2017)
  • Finis Terrae (Odoya, 2017)
  • Leone: Febbre mortale (Segretissimo Mondadori, 2018)
  • Bandiera bianca su San Pietro (Watson Edizioni, 2018)
  • Bandiera nera! (Tabula Fati, 2018)

e inoltre due raccolte di racconti, Le regole del gioco (Edimond, 2011) e Il futuro è passato (Bietti, 2013) e un saggio sulle morti misteriose dei Presidenti ame­ricani, La serie maledetta (Armenia, 1980). Per molti anni ha svolto anche una intensa attività di soggettista e sceneggiatore di fumetti, realizzando centinaia di storie, prevalentemente di fanta­scienza e fantasy, per i maggiori editori italiani. In particolare, ha pubblicato su L’Intrepido, Il Monello, Skorpio, Lanciostory e ha scritto sceneggiature per Topolino, Martin Mystère, Zona X, Diabolik, Tiramolla, L’Uomo mascherato.

Si è occupato anche di radio. Un suo sceneggiato, Spazio vitale, è stato trasmesso dal primo canale Rai con l’interpretazione di Nando Gazzolo. Il racconto Una Cadillac per Natale è stato letto alla Rai siciliana, il racconto L’Universo secondo Eberhart è stato letto a Rai Tre 3 nel programma “Il racconto di mezzanotte.”

Per alcuni anni ha tenuto corsi di sceneggiatura per il fumetto presso la Scuola Internazionale di Comics, sede di Firenze.

Testi / Opere

Horror-thriller ambientato ad Arezzo in un futuro assai prossimo (tra un anno o due). La storia prende le mosse dal ritrovamento, durante la ricostruzione di un palazzo nei pressi di porta San Lorentino, della statua equestre in bronzo raffigurante Bellerofonte in sella al cavallo alato Pegaso, che secondo alcuni studiosi formava un unico stupendo gruppo scultoreo assieme alla Chimera. Ritrovamento importantissimo, superiore a quello dei Bronzi di Riace.

La scoperta reinnesca l’antica rivalità tra Arezzo e Firenze, con gli aretini che forti del nuovo ritrovamento chiedono di riunire il gruppo scultoreo ad Arezzo, e i fiorentini che vorrebbero fare lo stesso a Firenze. Ma ben presto la questione travalica le dispute di campanile: entrano in campo fattori soprannaturali. Mentre a sorpresa il ministro dei Beni Culturali si pronuncia per il ritorno della Chimera ad Arezzo, sembra che forze oscure congiurino per contrastare quel ritorno: prima crolla un viadotto sull’Autosole, poi, quando la scultura sta per raggiungere la città, il torrente Castro esonda sommergendo il centro con un’alluvione ben più grave di quella del 1934. E quando, per l’ostinazione del ministro, la Chimera si accosta comunque alle mura cittadine, poco ci manca che un sisma spaventoso distrugga la città. La spiegazione per quegli avvenimenti soprannaturali risiede in un’antica maledizione, il cui segreto è custodito in una finora sconosciuta tomba di Tarquinia…

In Spagna tra un paio d’anni. A Santiago de Compostela in Galizia, capolinea del più famoso pellegrinaggio religioso al mondo, l’ispettore Machado riunisce un gruppetto di colleghi stranieri: l’italiano Palmisano, il francese Grasset e lo svizzero Hafter. Scopo della piccola taskforce, coordinata dal commissario Lacombe dell’Interpol, è indagare su alcuni misteriosi “incidenti” che sono costati la vita ad altrettanti pellegrini lungo il Camino Francés, l’itinerario di 800 chilometri che collega Roncisvalle a Santiago attraverso la Spagna del Nord.

Ben presto emerge una realtà inquietante. I supposti incidenti coprono in realtà omicidi accuratamente pianificati. Il gruppetto di investigatori si convince che tutti gli attentati sono collegati, in quanto le vittime erano tutte persone molto ricche o molto in vista, la cui scomparsa avrebbe fatto felice qualcuno rimasto a casa.

Ne consegue che esiste un’organizzazione che elimina a pagamento per conto terzi alcuni pellegrini, scelti tra i duecentomila che annualmente affollano il Camino, mascherando accuratamente il delitto come un incidente. La cattura di un attentatore con le mani nel sacco consente di alzare il velo sul secondo livello, quello degli organizzatori e dei mandanti. Ma le sorprese sono solo all’inizio…

Giugno 2025. l’Italia sta uscendo da un decennio cruciale. Dopo essere rimasto per due lustri sotto un governo islamico formalmente democratico, da quando il Partito della Verità, di ispirazione coranica, ha vinto le chiacchierate elezioni del 2015, ed essersi spaccato in due nel 2020, con la secessione delle regioni del Nord-Est, il Belpaese è in procinto di tornare nell’alveo delle democrazie occidentali dopo la sconfitta dell’esecutivo alle elezioni politiche, le prime dopo dieci anni. Tutto attorno il quadro politico è fosco, con l’Is, lo Stato Islamico guidato dal Califfo al-Qurashi, che dopo aver conquistato tutto il Medio Oriente sta attaccando le democrazie europee, la Russia, gli Stati del Sud-est asiatico e ha stabilito una testa di ponte persino in California.

Nei giorni in cui si prepara il passaggio delle consegne dal governo islamico all’ex opposizione, c’è un colpo di mano della componente salafita dell’esecutivo uscente: nottetempo uomini vestiti di nero tagliano la gola a tutti gli esponenti moderati. L’indomani si insedia una giunta militare, il Presidente della Repubblica proclama la legge marziale e l’Italia – quella al di sotto del Po – entra a far parte della umma islamica sotto il nome di ISIR: Islamic State of Italy and Rome.

Mentre l’opposizione democratica non sa che pesci pigliare, a Roma Hafez Rahman, il truce Governatore del nuovo Stato islamico, sigla un patto temporaneo con il Vaticano; le chiese e le relative opere d’arte saranno per adesso risparmiate, in cambio della sottomissione e dell’assoluto silenzio dei cattolici. Per il resto, la sharī‛a viene applicata al cento per cento e le donne possono andare in giro – qualora autorizzate – solo se coperte dalla testa ai piedi.

Franco Visconti, l’ex commissario di polizia protagonista della trilogia della Moschea, viene arrestato appena sbarcato a Ciampino, e rinchiuso a Regina Coeli; la sua colpa è di essere il fratello di un esponente del governo federale del Nord-Est: a Milano infatti Giorgio Visconti è diventato il braccio destro del vicepresidente della Lombardia Renato Dal Maso, in predicato per diventare presidente. Mentre i mujāhidīn stabiliscono la loro ferrea legge, lapidando adultere e gettando gli omosessuali dai palazzi più alti, e sempre più numerosi kamikaze attaccano con sanguinosi attentati le regioni dell’Italia del Nord-Est, il Governatore Rahman propone a Visconti uno scambio non ufficiale: lo rimanderà libero al Nord se proporrà ai dirigenti milanesi di estradare al Sud un ministro dell’ex governo islamico, sfuggito casualmente alla mattanza perchè trattenuto a Linate da un guasto al suo aereo, e divenuto rifugiato politico. In cambio, il Governatore si impegna a far cessare, o quasi, gli attacchi suicidi allo Stato federale del Nord-Est.

Benchè nauseato dalla proposta, Visconti accetta di fare da tramite e viene rispedito a Nord. Intanto, gli estremisti in seno al governo premono per distruggere subito il patrimonio artistico italiano, e ogni tanto colgono qualche piccola vittoria. Viene loro consentito di devastare la Fontana dei Fiumi di piazza Navona, e a Firenze la Loggia dei Lanzi. A Roma però si sta organizzando una quinta colonna formata da un insegnante di liceo, Sergio Lamberti, e da alcuni suoi ex allievi, che cercano di contrastare il nuovo regime con attentati e sabotaggi.

A Milano Visconti riferisce ai dirigenti dello Stato federale la proposta di Rahman, che viene logicamente respinta con sdegno, ma deve rendersi conto ben presto di essere stato usato come un cavallo di Troia; mentre era in carcere a Roma gli è stato infatti iniettato un virus che in pochi giorni, tramite semplici contatti come le strette di mano, manda all’altro mondo molti esponenti del governo federale, compreso suo fratello, e si diffonde rapidamente come un’epidemia, provocando una strage.

Visconti, che ha funzionato da involontario portatore sano, decide furente di tornare al Sud. Chiede di parlare col Governatore e logicamente viene scannerizzato e vivisezionato prima di essere ammesso al colloquio; solo quando ci si è convinti che non porta con sé o dentro di sé alcun tipo di arma esplosiva o biologica od altro, viene introdotto nell’ufficio di Rahman. Qui, con audacia insensata, attacca l’uomo a mani nude, accecandolo con le dita. Le urla del Governatore richiamano le sue guardie del corpo, e Visconti abbranca l’uomo girandolo davanti a sé nel momento in cui gli uomini aprono il fuoco con i Kalashnikov. Resta ucciso assieme a lui dagli stessi proiettili, urlando con gioia feroce “INCH’ALLAH!”

La morte del Governatore innesca, purtroppo, conseguenze negative. Con tutta la sua protervia e il suo cinismo, l’uomo funzionava pur sempre da elemento moderatore nei riguardi dei ‘duri e puri’ più realisti del re, che in seno al Consiglio della Shura premevano per attuare immediatamente il programma dello Stato Islamico contro le opere d’arte civili e religiose. I nuovi governanti saliti al posto di Rahman decidono di chiudere i conti col Colosseo, uno dei loro obiettivi da sempre, assieme a San Pietro. Quando però un autentico esercito di carri armati si presenta davanti all’Anfiteatro Flavio, a sorpresa migliaia di romani si pongono davanti e attorno al monumento per proteggerlo. I mujāhidīn aprono ugualmente il fuoco, massacrando i cittadini e distruggendo il monumento. Sarà la Tien An Men del XXI secolo. Sergio Lamberti assiste agli scontri restando ferito, poi riesce a lasciare il luogo del massacro assieme ad alcuni compagni.

Finale sui monti d’Abruzzo, in un casolare dove Sergio si è rifugiato assieme ai compagni superstiti per cercare di organizzare un piccolo nucleo di resistenza. A Roma i violenti si sono scatenati. Dalla radio apprendono con orrore che un gruppo di mujāhidīn è entrato nella Cappella Sistina. Un’altra notizia ferale gliela reca un loro compagno, Massimiliano, che li raggiunge dopo essersi rimesso in sesto (era rimasto seriamente ferito al Colosseo). Ufficialmente non se ne parla, ma gli islamici hanno lanciato sulla Luna una gran quantità di trasmettitori che modificheranno con onde particolari la composizione chimica di una parte della superficie lunare, in modo che solo una certa porzione sia in grado di riflettere come ora la luce solare. Il risultato sarà che, tranne i giorni di luna nuova, avremo sempre una mezzaluna in cielo, con la gobba a ponente. Il simbolo dell’Islam sarà sempre sulle nostre teste. I ribelli non fanno a tempo ad assimilare la notizia, che lontane nuvole di polvere lungo la strada li avvisano che una colonna di mezzi militari sta salendo a raggiungerli. Evidentemente hanno seguito Massimiliano. I ribelli si preparano ad accogliere i mujāhidīn. Resta loro da decidere se imitare gli eroi di Masada, con un suicidio collettivo, oppure se cercare di portare con sé il più possibile di attaccanti…

Firenze, ai nostri giorni. Ma una Firenze diversa dalla nostra: è una città molto più grande e importante, ed è la capitale d’Italia, di quasi tutta l’Italia. In questa realtà alternativa, infatti, la presa di Porta Pia non c’è stata, lo Stato pontificio sopravvive e Roma non è mai diventata capitale.

In questo scenario ‘impossibile’ ma realistico si muove la storia del protagonista, Francesco, impiegato al Ministero fiorentino della Marina che, in mancanza di mare, si affaccia sull’Arno. Una storia che diventa rapidamente incubo quando, attraverso un libro in cui l’amico Guido, studioso di storia, immagina quella che è la nostra realtà, Francesco ha modo di gettare uno sguardo sul mondo, per lui sconosciuto e affascinante, di Roma capitale e di Firenze tornata città di provincia. E ha modo di rendersi conto che, per qualche oscura ragione, quel libro ha la capacità di influenzare gli avvenimenti. Francesco diverrà così il fulcro di un sommovimento epocale, al termine del quale nulla a Roma e a Firenze, e praticamente nel resto d’Italia, sarà più come prima…

Premi / Riconoscimenti